Vuelta a España 2026, Top/Flop del giorno

La nostra consueta rubrica che traccia il bilancio della giornata appena conclusasi alla Vuelta a España 2026.

  • Jakob Omrzel (Bahrain Victorious): Un capolavoro tecnico suo e tattico della squadra. Lo sloveno corre con le energie di uno scalatore vero e con l’intelligenza di un veterano, muovendosi (quasi) sempre al momento giusto per fare la differenza in una tappa molto adatta alle sue caratteristiche. È vero, nella salita finale rischia di perdere qualcosa giocando un po’ troppo con Berrade e lì forse lascia per strada qualche secondo prezioso. Gli concediamo però questa piccola pecca di inesperienza perché vincere in questo modo una tappa alla Vuelta a 20 anni, al suo primo Grand Tour, è qualcosa di speciale. E guai a chi fa paragoni con un altro sloveno, lui sta scrivendo la storia della sua carriera, che sarà diversa. Intanto, però, la prima pietra è poggiata. E con questa vittoria arriva anche un bel balzo in avanti in classifica generale, che male non fa.
  • Enric Mas (Movistar Team): Ancora una volta consolida la maglia rossa con una prestazione brillante, anche supportato da un’ottima squadra. Segue l’accelerazione di Gall, non spreca energie inutilmente e attacca soltanto quando serve davvero, andando a guadagnare quasi mezzo minuto sui due rivali più credibili per la vittoria finale e molto di più su tutti gli altri. È nella forma della vita, lo ripete spesso, ma non sempre stare così bene equivale a correre bene. Lui, che avrebbe tutte le ragioni per sentire la pressione, non sta sbagliando davvero nulla. Così sembra quasi inattaccabile.
  • I direttori sportivi: A volte ci prendiamo la licenza di effettuare qualche critica alla condotta di gara di qualche corridore o qualche squadra, domandandoci le motivazioni dietro le scelte di qualche ammiraglia. La tappa di oggi, sotto diversi aspetti, è da manuale del direttore sportivo: la Bahrain Victorious pilota il suo uomo migliore in salita verso vittoria di tappa e terreno guadagnato in classifica generale, la squadra della maglia rossa trova sulla salita decisiva un gregario fondamentale, così come poco dopo quelle dei suoi due principali inseguitori. Come va sottolineato quando qualcosa non funziona, merita altrettanta evidenza anche una giornata in cui sembra davvero che ogni piano sia stato messo in atto egregiamente. Poi la differenza viene fatta dalle gambe.
  • Oscar Onley (Netcompany INEOS): D’accordo, (anche) oggi è vittima di una caduta che di sicuro ne condiziona la performance. Non si può però negare che il britannico stia lasciando sulla strada l’importante opportunità di cogliere il suo primo podio in carriera in un Grand Tour, forse sfumata proprio sulla salita finale di oggi. Bisognerà vedere che segni lascerà, sia sul fisico sia sul morale, la giornata odierna, ma l’impressione è che non riuscirà più a essere protagonista. Peccato, anche per la sfortuna. Che, però, inizia a diventare un po’ troppo costante.
  • Sepp Kuss (Visma | Lease a Bike): Lo sappiamo, lo statunitense ha l’enorme attenuante di essersi presentato a questa Vuelta con già un Giro e un Tour nelle gambe. Forse proprio per questo la decisione di curare la classifica generale è apparsa subito discutibile, sapendo di avere così tanti giorni di gara completati in questa stagione. Dopo una prima settimana tutto sommato buona, l’americano sta facendo sempre più fatica a lottare con gli altri uomini di classifica, scivolando lentamente ma inesorabilmente verso la parte bassa della top ten. L’impressione è che anche volendo non ci sia la condizione per provare a ribaltare la situazione con una fuga o un successo di tappa. La domanda sorge spontanea: viste le premesse, non era meglio darsi altri obiettivi?
  • Le dichiarazioni di Felix Gall: Bocciatura un po’ provocatoria, chiaramente, e non abbiamo nulla contro l’austriaco. Però finché la Vuelta aveva il suo faro indiscusso andava tutto sommato bene sentir parlare il secondo classificato del Giro d’Italia 2026 (dietro solo a Vingegaard) di una tattica di corsa “per arrivare sul podio”, visto che il primo posto sembrava occupato. Se però rimane il leitmotiv anche quando in maglia rossa c’è un pur eccezionale Enric Mas, seguito da un Primoz Roglic non ancora al 100%, la musica dovrebbe cambiare. Lo scalatore invece giustifica il ritmo della sua Decathlon CMA CGM come un’azione “per staccare altri contendenti per il podio”, puntualmente riuscita nello sbarazzarsi di Onley. Ma nell’epoca di Pogacar, Vingegaard, Del Toro e tra poco Seixas, quante altre volte Felix Gall potrà correre per qualcosa di più di “staccare altri contendenti per il podio?”. Che sia pretattica o no, speriamo in qualcosa di più da parte sua nel finale di Vuelta, almeno negli obiettivi. Le qualità fisiche non gli mancano.

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